Pink Guilt

Che uomo di merda. Cazzo.

Ho davvero toccato il fondo, rotto il supporto e continuato a scavare.

Sempre piu’ giu’ sempre piu’ giu’, senza fine.

L’ho fatta grossa, troppo grossa a sto giro. E non so perche’ non riesco a non pensare che a Dante.

“Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura che la retta via era smarrita”

Dante, cazzo. Io che l’ho sempre odiato, sto spocchioso presuntuoso. Ma perche’ non se ne va dalla testa?!?

Forse e’ perche’ e’ cosi’ che mi sento ora, smarrito. Forse e’ cosi’ che mi sono sentito per piu’ o meno 10 anni ora.

Ma stasera… stasera ho distrutto anche l’ultima gamba di quel tavolo che chiamo dignita’, o amor proprio, o valori veri, puri. Ancora fatico a crederci. No cazzo, non ci voglio credere.

Ho fatto tante cazzate nella mia vita, ma tradire la donna che amo mai. E’ come avessi tradito me stesso, il mio io piu’ vero e profondo.

E il peggio sai qual e’?

Che sono qui, ubriaco fradicio in questo squallido bar del centro. E non riesco a far altro che pensare a me. Non a quanto ho fatto male a Clara, ma a me. Patetico.

PA-TE-TI-CO

Guardo il fondo del bicchiere. E’ di nuovo vuoto. “Un po’ come me, no?” – dico tra me e me.

E rido. Rido da solo pensando che in fondo il bicchiere puo’ essere riempito di nuovo: anche lui sta meglio di me. Io invece sono svuotato dell’anima. Che poi, l’anima, chissa’ che cazzo e’. Sara’ quel fumo bianco che esce dal corpo quando qualcuno muore in certi film? Pesera’ davvero 21 grammi? Ma a chi cazzo e’ venuto in mente di pesare un’anima? Doveva essere una messo peggio di me.

Riempio il bicchiere: “Eccoti indietro la tua anima!” – dico con voce solenne.

CLINN – CLINN

Porte si aprono, porte si chiudono.

Persone, corpi, visi si susseguono. IN-OUT, IN-OUT, IN-OUT. E io invece qui, seduto.

E gioco a giudicarli.

“Tu, vestita di rosso, gonna corta, tacchi a spillo… in carriera. Chissa’ a quanti l’hai data per essere li’ dove sei.”

“E tu, stronzetto vestito a festa? Chissa’ quanta coca ti sei sniffato prima dell’ennesimo colloquio per diventare manager… MA-NA-GER! Boom! Senti come suona potente. Eh si’ stronzetto vestito a domenica. Manager suona troppo bene anche per te. Dai, torna a casa e scopati quella troietta della tua ragazza. Magari mentre tiri su un’altra riga. O magari hai il ragazzo, che ne so. Va di moda oggi tra managers avere il boyfriend

La sfilata di corpi e volti continua, e io anche. Non so per quanto, non sono nemmeno sicuro di aver solo pensato a ste cose e se le ho dette a voce alta.

Perche’ tutti mi guardano, mi scrutano con piglio di disdegno, mi giudicano.

“Come cazzo vi permettete di giudicarmi?” – Non lo dico, o forse si’.

Fanculo, non sapete neanche chi sono. Proprio voi poi. Sicuro avete segreti peggio dei miei.

“Cazzo guardi stronza?” – questa la dico sul serio – “Con quei capelli rosa minchia dovresti solo andare in giro a testa bassa.”

Silenzio. Cazzo. Lo sapevo. Il cervello e’ troppo lento per star dietro alla mia maledetta lingua. Ora avro’ casini. Mi mandano via, magari chiamano anche la polizia…

Posso schiacciare sul rewind?

E mentre si cazzo di pensieri fanno a pugni l’uno con l’altro lei continua a fissarmi. Sta li’, in silenzio, e mi fissa. Ma il suo sguardo timido e sereno, senz’odio ne’ rancore e’ piu’ forte del gin che sto bevendo. E mi spaventa.

Aspetto un insulto, o che abbassi la testa tristemente dopo aver realizzato l’insulto.

Invece no. Lei sta li’ e mi guardo con… con no so… non e’ compassione… sembra quasi amore.

“Lo so che non sei stato tu a parlare cosi’” – Mi dice.

E prosegue – “Dai, hai 4 bicchieri vuoti davanti a te, e uno in mano. A chi vuoi darla a bere?”

Continua – “Non credo tu abbia le palle di dire una cosa del genere da sobrio! E comunque hai ragione: ho sbagliato il colore dei capelli, sono imbarazzanti. Ma fino a stasera non posso farci nulla, e pensa che tra mezz’ora ho anche un colloquio di lavoro. Che culo, eh?”

Si avvicina, sorride.

Mi toglie il drink ti mano, e mi da’ il suo caffe’: “Senza zucchero, e giu’ di un colpo. Starai meglio.”

La sua mano si muove verso il cielo, come per brindare: “Alla vita!”

E continua – “Che e’ tanto stronza quanto bella. Tanto dolce quanto amara. Che un momento e’ un caffe’, e quello dopo e’ gin!”

E giu’: un bicchiere di gin tutto d’un fiato.

Prosegue – “Cosa pensavo, stupida. Che un caffe’ bastasse a vincere l’imbarazzo di un colloquio con ‘sti capelli?!!”

E ridendo, se ne va.

Ora non capisco davvero piu’ nulla. E non solo io: tutti intorno non hanno parole. Ma il loro volti parlano lo stesso. Non mentono le loro espressioni.

E per la prima volta penso che abbiano anche ragione. Sono un coglione. Stronzo, e coglione. Perdente, e coglione. Qualsiasi-insulto-qui, e coglione.

Un angelo dai capelli rosa mi ha appena dato una lezione di vita. E un caffe’. Amaro. Lo odio, ma lo bevo d’un colpo.

Mi alzo. Barcollo. Ma mi impongo di stare in piedi. La cerco con lo sguardo ma e’ sparita. Svanita.

Era un angelo? L’ho sognata? Sto ancora sognando? Sono vivo?

Esco dal bar di corsa, la cerco tra la folla del centro. Follia pura trovare una testa rosa in sto oceano di persone che si muovono.

Poi quel rumore, come di pneumatici che provano a frenare l’auto in corsa.

Il botto. Le grida. Il sangue. La paura.

C’e’ scompiglio in giro.

“NO!” – urlo – “NO CAZZO NO!”

Pink Guilt - il dipinto

Fanculo. Fanculo tutto.

A volte penso solo fanculo tutto.

 

Fanculo il lavoro, gli straordinari, le bollette, l’affitto, il muto.

Fanculo le corse per prendere il treno, le code per l’autobus che non arriva mai. Fanculo al veleno che respiro ogni giorno facendo surfing nel traffico con il motorino.

Fanculo alla scuola che invece di stimolarci ci vuole tutti stupidi allo stesso modo, all’universita’ che ti insegna cose all’avanguardia si’, ma di 50 anni fa.

Fanculo alla societa’ che ci vuole tutti magri ma che ci bombarda di pubblciita’ dei fast food, e poi delle palestre cosi’ se mangi merda mentre corri ti senti comunque bene.

Fanculo alle case farmaceutiche che sono ben felici di continuare a curare il cancro, l’HIV e altre-2000-malattie invece che sconfiggerle.

Fanculo alla produzione di cibo di massa che ci costringe a comprare roba che non mangiamo e va direttamente nel cassonetto, quando dietro l’angolo c’e’ che non si puo’ permettere un pezzo di pane.

Fanculo a banche, assicurazioni, finanziarie e lobby che si spartiscono il mondo davanti a noi accecandoci con la Coppa del Mondo e le Olimpiadi per adolescenti.

E Fanculo a noi che abbiamo perso le palle per ribellarci a tutto questo.

 

Si’, fanculo anche a me

#underskin

Sotto 7 livelli di profondità

Si celano chimere che anelano

A diventar realtà

Ma si sa

La vita come va

Il lavoro e le priorità,

I non so come si fa, non c’é più nulla qua, o non si ha l’età:

Paura e falsità più che verità.

 

Ma se sei fragile

Ci cadi

Se sei stabile l’inevitabile

é vivere da schiavi in mezzo a propri agi.

 

Io non so che penso

Non so che sento

Ma più mi accontento e più non ne trovo il senso

 

E se a volte tutto sembra in fumo come incenso

Il sogno non si è spento

Resta radicato nel profondo come per Inception

#alone

Non scomporsi

Tra dispersi e scomparsi

Facile a dirsi?

Può darsi

Ma facile a farsi…?

Piuttosto facile farsi.

Facile intricarsi tra pensieri sparsi

Distrarsi

E terminare arsi,

Bruciate le sinapsi.

Rincorsi da rimorsi

Morsi da ricorsi

É come perdersi tra i fossi

Ma a perdersi é chi fossi

 

I really do miss

I miss the time
to listen to
some good music the time to
look at the sun
raising the time to
touch the grass, to smell the
air after the rain to get excited under
the rainbon I miss myself
so much

Io funambolo

Mi sento come un funambolo
Che corre sul filo
Della vita
Ma che arrivato a metà
Non sa più come si sta in equilibrio
Così
Non può più andare
né avanti né indietro

Scelte

Dicono
Ci sono sempre due facce
Della stessa medaglia
E il dubbio mi attanaglia
Ma solo chi non decide non sbaglia
E come paglia
Tutto brucia come, eccome
Per spegnere i pensieri poi serve
Un’alluvione
Magari di alcool
Ma lo scarto
So che non é scaltro, tutt’altro!

E allora
Sprofondo in buio di piombo
Affondo
Tocco il fondo
E poi ritorno
Sbagliassi in fondo
Sarebbe forse la fine del mondo?